Home Articoli Forum Galleria Altro Altro Contatti
Cerca per parola chiave
 

Ci sono 253 persone collegate

< ottobre 2020 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             

Titolo
articoli (196)
articolo (2)
Blog (1)
IROSO LUIGI (1)
Libri (3)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019
Dicembre 2019
Gennaio 2020
Febbraio 2020
Marzo 2020
Aprile 2020
Maggio 2020
Giugno 2020
Luglio 2020
Agosto 2020
Settembre 2020
Ottobre 2020

Gli interventi pił cliccati

Ultimi commenti:
Attendo con ansia gl...
06/01/2012 @ 16:25:43
Di Anonimo
Che bella proiezione...
04/01/2012 @ 15:36:00
Di Anonimo
Che bello! Avere le ...
28/12/2011 @ 19:11:31
Di Anonimo

Titolo
Presentazioni (4)

Le fotografie pił cliccate

Titolo
Ti piace questo blog?

 Fantastico!
 Carino...
 Così e così
 Bleah!

Titolo
Listening
Musica...

Reading
Libri...

Watching
Film...


Titolo




26/10/2020 @ 17:33:21
script eseguito in 64 ms



\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 17/03/2011 @ 18:34:03, in articoli, linkato 5303 volte)
Domenica, 13 maggio 1860, Giuseppe Garibaldi è accolto entusiasticamente a Salemi, ove alla popolazione locale si associano altri gruppi di insorti e varie squadre di picciotti, di cui una è capitanata da un monaco francescano, fra Giovanni Pantaleo. Proprio la vista di quest'ultimo lo spinge ad inviare ai "preti buoni" l'invito ad unirsi al coro dei combattenti per la patria: "Comunque sia, comunque vadano le sorti dell'Italia, il clero che fa oggi causa comune coi nostri nemici, che compra soldati stranieri per combattere Italiani, sarà maledetto da tutte le generazioni. Ciò che consola però e che promette non perduta la vera religione di Cristo, si è di vedere in Sicilia i preti marciare alla testa del popolo per combattere gli oppressori. Gli Ugo Bassi, i Verità, i Guzmarolli, i Bianchi non son tutti morti; ed il di che sia seguito l'esempio di questi martiri, di questi campioni della causa nazionale, lo straniero avrà cessato di calpestare la nostra terra, avrà cessato di essere padrone dei nostri figli, delle nostre donne, del nostro patrimonio e di noi!". Il giorno dopo, 14 maggio 1860, Garibaldi parla alla folla, esortandola a combattere per l'unità d'Italia. Quindi dichiara di assumere la dittatura della Sicilia nel nome di Vittorio Emanuele II. Le copie del relativo decreto, di seguito trascritto, sono affisse lungo tutte le vie: "Siciliani, Io vi ho guidato una schiera di prodi accorsi all'eroico grido della Sicilia, resto delle battaglie lombarde. Noi siamo con voi! Non chiediamo altro che la liberazione della nostra terra. Tutti uniti, l'opera sarà facile e breve. All'armi dunque! Chi non impugna un'arma è un codardo e un traditore della Patria. Non vale il pretesto della mancanza d'armi. Noi avremo fucili; ma ora un'arma qualunque basta, impugnata dalla destra d'un valoroso. I municipi provvederanno ai bimbi, alle donne, ai vecchi derelitti. All'armi tutti. La Sicilia insegnerà ancora una volta, come si libera un paese dagli oppressori colla potente volontà d'un popolo unito".
Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 17/03/2011 @ 17:36:05, in Articoli, linkato 553 volte)
Il 17 marzo 1861 avviene la promulgazione della legge che proclama il regno d'Italia. Il relativo testo legislativo, elaborato da una commissione parlamentare ad hoc, riceve la prima approvazione dal senato il 26 febbraio 1861 a maggioranza con centoventinove voti favorevoli e due contrari. Questo dissenso viene manifestato dal senatore "democratico" Lorenzo Pareto il quale intenderebbe mutare la dizione "re d'Italia" in "re degli Italiani", ritenuta più attinente e più rispondente all'unanime acclamazione voluta da "tutti i popoli dalle Alpi al Lilibeo". Inoltre, a giudizio del dissidente, l'acclamazione del re avrebbe dovuto avere come base l'iniziativa parlamentare e non quella reale. L'eco di siffatte note vibra nella seconda parte della successiva seduta della camera dei deputati, tenutasi il 14 marzo 1861. Infatti, a mezzogiorno in punto il presidente della Camera Urbani Rattazzi apre i lavori con la lettura e l'approvazione del verbale della seduta precedente. Quindi vengono lette tre petizioni: la prima è avanzata da centoventotto cittadini di Monteleone di Calabria i quali chiedono di riavere il diritto della pesca nella tonnara di Bivona, già concessa dall'ex re di Napoli alla famiglia dei duchi Pignatelli; la seconda, proposta da Giovanni Battista Campana Nobile di Genova, mira ad introdurre alcune "modificazioni" nell'alfabeto e nella pronuncia della lingua italiana; la terza, a nome di Pasquale Pagani di Ferago (Milano), punta sulla richiesta della reintegrazione della pensione, già assegnatagli dal governo austriaco per il riconoscimento di servizi militari prestati. Segue la comunicazione da parte del presidente circa i risultati della votazione dei tre commissari addetti alla biblioteca. Nessuno dei candidati ha raggiunto la maggioranza richiesta di novantaquattro voti su centottantasette votanti, come recita il quadro sinottico dell'urna: infatti, Gustavo Cavour riporta novanta voti, Giovenale Vegezzi Ruscalla settatanquattro, Giovanni Battista Giorgini quarantaquattro, Antonio Ranieri quarantadue, Giuseppe Ferrari trentatré, Marco Boncompagni trentatré, Guerrieri ventisei, Giuseppe Canestrini venti, Mauro Macchi diciotto, Saverio Baldacchini sedici, Ruggiero Bonghi quindici e Antonio Tari quattordici. Tali risultati rendono obbligatoria una nuova votazione che si terrà o alla fine della seduta odierna o nella prossima. Subito dopo il presidente comunica l'avvento di alcuni omaggi: una copia del Manuale pratico di chirurgia giudiziaria di Giambattista Garibaldi; una raccolta degli atti ufficiali del governo dell'Umbria di Gioacchino Pepoli; duecentocinquanta copie del volume San Bendetto al Parlamento Nazionale di Luigi Tosti. Si prosegue con la lettura di due lettere: una, a firma del senatore Ranco Luigi, chiede un congedo di quaranta o quarantacinque giorni per recarsi nelle province meridionali per incarico del governo. Nell'altra il deputato Carlo Grillenzoni di Ferrara, sebbene sia impedito dalla malattia di essere presente in parlamento, dichiara di associarsi al voto dei colleghi "i quali, nel chiamare Vittorio Emanuele Re d'Italia, sanciscono nella forma più solenne il diritto della nostra unità nazionale". Infine due deputati, eletti contemporaneamente in due collegi, sciolgono l'opzione: Giovanni Barracco opta per Cotrone e Turrisi per Palermo 2". Il giuramento dei deputati Torrearsa, Costa e Correnti conclude la prima parte della seduta. A questo punto si entra nel vivo dell'ordine del giorno, vertente sull'approvazione definitiva del disegno di legge sulla proclamazione di Vittorio Emanuele II a re d'Italia. Giovanni Battista Giorgini, invitato dalla presidenza, relaziona nel merito a nome della seguente commissione di cui ha fatto parte come segretario: Bettino Ricasoli, Emilio Cipriani, Paolo Paternostro, Gioacchino Pepoli, Didaco Macciò, Pietro Audinot, Giuseppe Natoli e Giovanni Baracco. A conclusione egli ne legge il testo: "Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi successori il titolo di Re d'Italia". Aperta la discussione, prende la parola Angelo Brofferio il quale, essendo portavoce del partito "democratico", si effonde in una lunga dissertazione per dimostrare la nuova proposta, di maggiore sapore popolare, da sottoporre ad approvazione: "Vittorio Emanuele II è proclamato dal popolo italiano, per sé e suoi successori, re d'Italia". Quindi interviene Pepoli "per insistere vivamente in nome della Commissione sull'opportunità di votare questa legge quasi dire per acclamazione"...... Viene letto il dispaccio telegrafico con cui il generale Cialdini annuncia la resa di Messina e la cattura di cinque generali, centocinquanta ufficiali, quattromila a cinquemila uomini, trecento cannoni. La notizia suscita un coro fragoroso di applausi e di evviva. Segue l'appello nominale dei presenti i quali procedono alla votazione. L'urna dà i seguenti responsi: duecentonovantadue voti favorevoli e due contrari. Questi ultimi vengono subito rettificati in seguito a dichiarazione degli interessati: essi, infatti, pur volendo manifestare la loro volontà favorevole, hanno commesso un errore materiale, ponendo il primo la palla nera nell'urna bianca e la palla bianca nell'urna nera, mentre l'altro ha deposto la palla nera nell'urna bianca, dimenticando di deporre la palla nera nell'altra urna. Pertanto, il presidente può tranquillamente dichiarare che la camera approva all'unanimità. La proclamazione avviene nello scroscio di applausi e di grida "Viva il re d'Italia". Le emozioni della giornata sono state intense durante le tre ore e un quarto di lavori, per cui non c'è tempo per ascoltare le risposte del ministro della guerra Manfredo Fanti alle interpellanze del deputato Alessandro Lamarmora, audizione rimandata alla prossima seduta di giovedì prossimo.
Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1